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NEWS dal mondo dei mutui

Bonus prima casa: se non si trasferisce la residenza si rischia la perdita delle agevolazioni

Il “bonus prima casa” consente un notevole risparmio d’imposta in particolare se la casa viene acquistata da soggetto IVA (impresa, costruttore) l’IVA ammonta al 4%, mentre se la casa viene acquistata da un privato l’imposta di registro ammonta a 200 euro.

Per ottenere le agevolazioni è necessario avere determinati requisiti, tra questi il contribuente non dev’essere proprietario di altri immobili in tutta Italia e all’interno del medesimo Comune dove è situato il nuovo bene acquistati con il “bonus prima casa", inoltre deve trasferire la propria residenza nel Comune dove si trova l’immobile “beneficiato” non oltre i 18 mesi.


Entrando nel merito dell’ultimo requisito la Cassazione cambia l’interpretazione dell’agevolazione fiscale e l’ipotesi “giusta causa” non vale più. Nonostante in varie occasioni la giurisprudenza abbia riconosciuto la “forza maggiore” come una causa valida a giustificare il mancato trasferimento, con la sentenza del 10 febbraio 2016 n.2616 della Cassazione si cambia linea rispetto al passato.


Il contribuente perderà il “bonus prima casa” se entro 18 mesi dal rogito non sposterà la propria residenza nel Comune dove è situato l’immobile, a prescindere dalle ragioni che hanno impedito il rispetto del termine.


Dunque, non essendo più una ragione sufficiente la causa di “forza maggiore”, qualora non venisse rispettata la scadenza, oltre alla perdita delle agevolazioni, si genera il recupero dell’imposta ordinaria e l’applicazione della sanzione pari al 30% della differenza tra l’imposta ordinaria e l’imposta agevolata.


16/02/2015


Novità sul versante case per il 2016

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto molti cambiamenti nell’ambito delle case, i quali sono rappresentati dalle detrazioni fiscali e dai bonus da usufruire in occasione dell’acquisto della prima casa o di interventi di ristrutturazione e riqualificazione della propria abitazione.


In primo piano l’abolizione della Tasi sulla abitazione principale, mentre rimane l’IMU per le prime case di lusso, signorili e castelli. Una riforma che interessa anche chi possiede un’abitazione in affitto, poiché è previsto uno sconto del 25% su Tasi e IMU per le case affittate a canone concordato. Infatti, parte dell’imposta Tasi era a carico dei locatari per una quota variabile (10-30%) in base alle decisioni della singola amministrazione comunale. In riferimento alla seconda casa data in comodato d’uso a figlio o genitori, si pagherà il 50% dell’IMU e della TASI (il comodato deve essere registrato e si deve possedere massimo una prima casa oltre a quella data al parente).


Tra gli altri vantaggi derivanti dalla Legge di Stabilità 2016 ci sono gli sconti sull’Iva per l’acquisto di un’abitazione e bonus mobili giovani coppie.

In particolare le persone fisiche potranno detrarre dall’Irpef il 50% dell’IVA pagata dal 1° gennaio 2016 per l’acquisto da impresa costruttrice di un’abitazione di classe energetica A o B (fatto entro il 31 dicembre 2016), una detrazione ripartita in 10 rate di egual valore.


Ulteriore novità riguarda l’ampliamento del bonus per l’acquisto di mobili anche per le giovani coppie under 35 che comprano un’unità immobiliare come prima casa, i quali potranno detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute nel 2016. Questo non è cumulabile col bonus mobili e grandi elettrodomestici legato ai lavori di ristrutturazione, il quale prevede uno sgravio Irpef del 50% su un tetto di spesa di 10mila euro.


27 gennaio 2016

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